Tra Hair, Tattoo e Make Up, un viaggio che è stato molto più di un semplice master
Ci sono esperienze che si spiegano facilmente e altre che, per capirle davvero, bisogna viverle. La Barcelona Experience di Accademia Gilmont – giunta alla sua decima edizione – rientra decisamente nella seconda categoria. Non un semplice viaggio studio e nemmeno solo un corso intensivo, ma un percorso costruito per unire formazione tecnica ed evoluzione personale.

A Barcellona gli studenti hanno partecipato a un master internazionale che ha unito tre mondi diversi ma complementari: Hair, Tattoo e Make Up. Ogni area è stata pensata per lavorare non solo sulla tecnica pura, ma anche su metodo, manualità e approccio mentale al lavoro creativo. Tra studi professionali, momenti di confronto e giornate condivise lontano dall’aula tradizionale, il viaggio si è trasformato in qualcosa di più profondo.
A raccontarlo sono proprio loro, gli studenti, attraverso ricordi e sensazioni che vanno ben oltre la semplice formazione. C’è chi ha scelto di partire per mettersi alla prova, chi per rivivere un’esperienza già fatta con occhi diversi e chi, inizialmente incerto, ha poi trovato in quel viaggio qualcosa di inaspettato.


Per Yuri, uno dei momenti più forti è stato vedere da vicino un cliente completamente tatuato dall’artista che stava tenendo il master. Un’immagine che racchiude il senso di un lavoro costruito nel tempo e che ha dato valore agli insegnamenti ricevuti, in particolare alla tecnica del puntinato. Ma non solo tecnica: ciò che ha reso unico il viaggio è stato anche il legame nato tra compagni di stanza e colleghi, qualcosa che, come sottolinea, difficilmente può nascere in una sola giornata di corso.
Giulia racconta invece una continuità emotiva con l’esperienza dell’anno precedente. Tornare a Barcellona ha significato confermare una scelta professionale e ritrovare quella sensazione di “magia” che associa alla città e alle persone conosciute. Per lei il viaggio è stato soprattutto condivisione, avventure e la consapevolezza di voler tatuare con ancora più sicurezza e precisione.
Enrica descrive la partenza come una sfida personale: affrontare un’esperienza all’estero con persone conosciute da poco e immergersi completamente nel mondo del tatuaggio. Tra i ricordi più intensi, il momento in cui, insieme al gruppo, ha incontrato un tatuatore locale e ha percepito il tatuaggio non solo come professione ma come stile di vita. Ciò che porta a casa non è soltanto ciò che ha imparato tecnicamente, ma una sensazione di leggerezza e libertà che intende riportare nel suo percorso professionale, con il desiderio di viaggiare ancora e conoscere nuove realtà.
Valentina parla di un’esperienza “unica e irripetibile”, capace di unire formazione e crescita personale. La visita alla fabbrica dei prodotti e il confronto con professionisti del settore le hanno fatto comprendere l’importanza della formazione continua e del lavoro di squadra. Tra i ricordi più importanti ci sono le amicizie rafforzate e una nuova consapevolezza: migliorarsi senza paura, restando sempre curiosi e aperti a nuove opportunità.
Anche Loana ammette di non voler partire inizialmente, ma di aver cambiato completamente prospettiva al ritorno. L’incontro con un ragazzo completamente tatuato, con disegni collegati come un’unica storia, le ha fatto vedere il tatuaggio sotto una luce diversa. Più di tutto, però, ricorda la condivisione e i sorrisi: tre giorni così intensi da sembrare molti di più, un’esperienza che l’ha spinta a osare di più e a non dire “no” a priori a ciò che non conosce.
Morgana, infine, racconta l’emozione di vivere qualcosa di totalmente nuovo: un viaggio all’estero unito a un master in studio. Seguire da vicino il lavoro dell’artista Rosario le ha fatto percepire il tatuaggio come una vera forma d’arte, capace di trasformare la pelle in un progetto vivo. Tra i ricordi più forti ci sono l’accoglienza del gruppo, le risate condivise e la bellezza del mare della Barceloneta, simbolo di un’esperienza che ha rafforzato la fiducia nelle proprie capacità e nella strada scelta.

Dalle parole degli studenti emerge un filo comune: non è stato solo un master, ma un momento di crescita condivisa. Un’esperienza che ha lasciato segni diversi per ognuno – più sicurezza, nuove prospettive, legami autentici – e che continua anche dopo il rientro, nel modo in cui guardano al proprio lavoro e alle scelte future. Perché, alla fine, ciò che resta davvero non è solo ciò che si impara con le mani, ma quello che cambia dentro mentre si impara.
