Da 90 a 800 Ore: Perché il Nuovo Corso di Tatuaggio Cambia le Regole del Gioco

Scena illustrativa generata: docente e allievi durante una dimostrazione su supporto in silicone

Immagina questa scena. Da una parte c’è un ragazzo giovane, pieno di talento nel disegno, che decide di fare il tatuatore. Compra una macchinetta online, guarda qualche tutorial e si sente pronto. Quando si presenta in uno studio per chiedere un periodo di apprendistato, porta con sé solo la sua voglia di fare, ma non sa come relazionarsi con i clienti, ignora le norme igienico-sanitarie di base e, inevitabilmente, si vede chiudere la porta in faccia.

Dall’altra parte c’è un professionista che tatua da anni, magari in casa o in situazioni “borderline”, avendo fatto in passato un corsetto rapido di 90 ore. Ha una buona mano, certo, ma si rende conto che il mercato sta cambiando. I clienti sono più esigenti, le ASL fanno controlli più stringenti e, senza l’abilitazione giusta, rischia ogni giorno multe salatissime e la chiusura dell’attività.

Entrambi, seppur con livelli di esperienza completamente diversi, si scontrano con lo stesso identico problema: la mancanza di una vera professionalità certificata e strutturata.

Il problema che nessuno vuole ammettere

Per troppo tempo si è pensato al tatuaggio solo come a un atto artistico o, peggio ancora, come a un modo per “sporcarsi il corpo”. Ma la verità è che il tatuaggio è, a tutti gli effetti, un servizio alla persona. Quando un cliente si siede sul lettino, non sta comprando solo un disegno: sta affidando la sua pelle, la sua salute e la sua fiducia a un’altra persona.

Questa credenza limitante – l’idea che basti saper disegnare per essere un tatuatore – è esattamente ciò che la nuova normativa del 2022 ha voluto smontare, portando il corso obbligatorio da 90 a ben 800 ore. Non si tratta solo di fare più pratica con gli aghi, ma di una vera e propria “scolarizzazione”. Significa imparare le normative, capire come gestire un’attività, sapersi presentare al pubblico e garantire standard di sicurezza altissimi.

Ne abbiamo parlato in diretta: la nuova puntata di GTalk

Abbiamo affrontato questo tema a fondo nell’ultima puntata di GTalk, il format in cui esploriamo i corsi e le professioni del mondo dell’estetica e del body art senza filtri.

Ospite speciale della puntata è stato Radu, in arte Anubis Inked, docente di tatuaggio e piercing presso l’Accademia Gilmont. Con lui abbiamo risposto alle domande che ci arrivano più spesso: cosa cambia davvero tra il vecchio corso da 90 ore e il nuovo da 800? Come ci si presenta in uno studio per fare l’apprendista? E soprattutto, cosa rischia chi tatua ancora senza la licenza aggiornata?

È stata una conversazione diretta, concreta e senza peli sulla lingua — esattamente il tipo di confronto che serve a chi vuole capire davvero come funziona questa professione oggi.

👉 Guarda la puntata completa qui:

https://youtu.be/FiL9SFqQ_-0

Immagine illustrativa generata: esercitazione di tatuaggio su pelle sintetica

Se stai iniziando: la tua opportunità più grande

Le 800 ore (di cui 600 in aula e 200 di stage in uno studio vero) ti permettono di costruire una base solida. Avrai il tempo di sperimentare tutti gli stili, di capire come ci si comporta all’interno di uno shop e, soprattutto, uscirai con un’abilitazione europea. Questo significa che potrai lavorare in regola in tutta Europa o diventare il direttore tecnico del tuo stesso studio.

Non è solo un corso: è il punto di partenza per costruire una carriera vera, con le basi giuste fin dall’inizio.

Immagine illustrativa generata: preparazione igienica di una postazione di tatuaggio

Se sei già esperto: è il momento di mettersi in regola

Chi ha il vecchio attestato da 90 ore ha oggi un obbligo formativo di 10 ore ogni due anni per mantenere valido il certificato. Ma se vuoi davvero espandere il tuo business — magari includendo servizi come il trucco permanente, il microblading o il tatuaggio curativo — il passaggio alle 800 ore diventa un investimento necessario per blindare la tua professione e posizionarti su una fascia di mercato superiore.

Il tatuaggio non è un prodotto, è un servizio. Tu stesso sei il biglietto da visita di ciò che offri: la serietà e la preparazione fanno la differenza tra chi “fa tatuaggi” e chi è un vero Tatuatore Professionista.

Vuoi saperne di più?

Guarda la puntata di GTalk con Radu (Anubis Inked) per tutti i dettagli su normative, portfolio, stage e aspetti legali:

https://youtu.be/FiL9SFqQ_-0

E se vuoi approfondire ogni aspetto della professione, trovi tutte le risposte nel libro ufficiale dell’Accademia Gilmont.

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La tua passione per il tatuaggio merita basi solide.

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