All’interno del percorso formativo di Accademia Gilmont Italia, il contest creativo natalizio rappresenta un momento speciale.
Non è solo un esercizio di stile o una prova di abilità tecnica, ma un’occasione per fermarsi e dare spazio a ciò che spesso resta nascosto: le emozioni.

Il tema scelto, “La Favola di Natale”, ha invitato gli studenti a costruire personaggi simbolici capaci di raccontare i contrasti interiori che convivono in ogni persona.
Luce e ombra, delicatezza e rigidità, controllo e fragilità sono diventati elementi centrali di una narrazione condivisa.

Divisi in gruppi, gli studenti hanno lavorato su interpretazione, trucco, postura e movimento, dando vita a figure fiabesche che non parlano di mondi lontani, ma di emozioni profondamente umane.
Il pubblico è stato coinvolto attraverso il profilo TikTok dell’Accademia, dove il personaggio più votato permetterà al gruppo che lo ha realizzato di ricevere un buono del valore di 200 euro, come riconoscimento del percorso creativo svolto.

 Primo gruppo – Lyria, la Fata delle sfumature

Lyria è la figura dell’armonia.
È una presenza delicata, capace di riportare equilibrio dove regna il caos, senza mai imporsi.

La sua bellezza vive nelle sfumature: nei colori morbidi, negli sguardi attenti, nei movimenti leggeri che comunicano cura e ascolto.
Ogni gesto racconta una sensibilità profonda, quasi fragile.

Proprio questa sensibilità, però, espone Lyria al rischio di perdersi nelle emozioni degli altri.
Evita il conflitto, tende ad assorbire ciò che la circonda, ma quando la situazione lo richiede riesce a trovare un coraggio sorprendente.

Lyria rappresenta una forza silenziosa, capace di trasformare senza ferire.

Secondo gruppo – Neridia, la Strega dei contrasti

Neridia incarna il lato oscuro che nasce dalla paura di essere dimenticati, di non sentirsi abbastanza.
È una figura rigida, controllata, che costruisce la propria difesa attraverso la durezza e la manipolazione.

Il suo corpo è teso, le movenze sono decise, quasi a creare una barriera costante.
Tutto in lei comunica distanza.

Eppure, sotto quella corazza apparentemente perfetta, esiste una luce.
Dal volto e dai gesti emerge una fragilità che rompe l’oscurità e rivela un’anima ferita, non cattiva, ma spaventata.

Neridia racconta il conflitto tra il bisogno di proteggersi e il desiderio, mai spento, di essere vista e riconosciuta.

 Terzo gruppo – Gravel, il Guardiano del Bianco e Nero

Gravel è il custode dell’ordine.
Un guerriero protettore che vive di regole, struttura e confini precisi.

Il suo mondo è fatto di bianco e nero, perché l’imprevedibilità e il caos lo mettono in difficoltà.
La sua rigidità nasce dal desiderio di mantenere il controllo, di non sbagliare, di prevenire il disordine.

Questa durezza, però, rischia di trasformarsi in distanza emotiva.
Nel tentativo di proteggere tutto, Gravel finisce per allontanarsi dalla propria fragilità.

Il suo personaggio racconta una forza che, senza ascolto, può diventare una prigione.

Quarto gruppo – Zaffiro, l’Elfo del Blu

Zaffiro porta con sé movimento, gioco e leggerezza.
È sempre in azione, imprevedibile, pieno di energia, tanto da essere chiamato il Giullare Creativo.

Il suo desiderio più grande è quello di essere ricordato come una scintilla di vita.
Porta gioia, rompe la staticità, smuove ciò che è fermo.

A volte, però, questa vivacità rischia di trasformarsi in distrazione, impulsività, superficialità.
Come ogni giullare, Zaffiro è un elemento che destabilizza, che sorprende, che cambia il ritmo delle cose.

Il suo ruolo è fondamentale: ricordare che anche il gioco, il caos creativo e l’imprevisto hanno un valore.

Quinto gruppo – Rubin, lo Spirito del Natale

Rubin è la luce che non abbaglia, ma scalda.
La luce calda che molti riconoscono nel periodo natalizio.

La sua fiamma nasce dal desiderio di custodire ciò che conta davvero: la luce interiore.
Non cerca potere, non esercita controllo. La sua motivazione è la protezione, il sostegno, la presenza.

Quando è in equilibrio, Rubin diventa una luce che abbraccia.
Rassicurante, stabile, capace di far sentire chiunque al sicuro.

È il personaggio che non domina e non combatte, ma resta.
E proprio per questo rappresenta il cuore della favola.

Una favola moderna, fatta di emozioni reali

“La Favola di Natale” è stata un’esperienza che ha permesso agli studenti di andare oltre la tecnica, utilizzando il beauty come linguaggio emotivo e narrativo.
Ogni gruppo ha dato forma a un modo diverso di reagire al mondo, mettendo in scena paure, desideri e contrasti che appartengono a tutti.

Cinque personaggi, cinque visioni, un unico racconto.
Una favola contemporanea che parla di identità, equilibrio e consapevolezza.

Ed è proprio in questo spazio, tra luce e ombra, che la formazione diventa qualcosa di più profondo: un’esperienza che lascia il segno.